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ANITA B.

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Sezione

Concorso 16-20

Regia

Roberto Faenza

Nazione

Italia

Anno

2013

Produzione

Jean Vigo Italia srl

Credits

Sceneggiatura

Edith Bruck, Roberto Faenza, Nelo Risi

Fotografia

Arnaldo Catinari

Montaggio

Massimo Fiocchi

Musica

Paolo Buonvino

Interpreti

Eline Powell, Robert Sheehan, Andrea Osvart, Antonio Cupo

Lingua

versione italiana

Sottotitoli

Durata

85'

Fascia d'età

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Il film

Anita, un’adolescente di origini ungheresi sopravvissuta ad Auschwitz, è accolta dall’unica parente rimasta viva: Monika, sorella di suo padre, che non vuole essere chiamata zia e vive l’arrivo della nipote come un peso.

A Zvikovez, tra le montagne della Cecoslovacchia non lontane da Praga, Monika vive con il marito Aron, il figlioletto Roby e il fratello di Aron, il giovane e attraente Eli, la cui filosofia è spiccia: “gli uomini tirano giù i calzoni, mentre le donne pensano all’amore”.

In quel villaggio dei Sudeti, territori in precedenza occupati dai tedeschi, i nazisti vengono rimpatriati a forza e gli scampati trasferiti nelle loro abitazioni, in una situazione di crescente tensione con l’avvento del comunismo.

Attorno ad Anita, uomini e donne vogliono dare un calcio al passato, ballare, divertirsi, ascoltare di nascosto le canzoni americane trasmesse oltre cortina dalla Voice of America. Anita sogna come tutti, ma a differenza degli altri non nasconde l’anima.

La ragazza è combattiva e piena di entusiasmo. La sua forza viene dal ricordo dei genitori persi nel lager. Ma nella nuova casa si trova ad affrontare una realtà inaspettata: nessuno, neppure Eli, con cui scoprirà l’amore, vuole ricordare il passato. E il più grande tabù è proprio l’esperienza del campo, quasi fosse qualcosa di cui vergognarsi.

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il regista

 

Regista originale ed eclettico, con un solido retroterra internazionale, diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, debutta giovanissimo alla regia con un successo internazionale, il dissacrante Escalation (1968), cui fa seguito H2S, film censurato e mai più rimesso in circolazione. Si trasferisce quindi negli Stati Uniti dove insegna Mass Communication presso il Federal City College di Washington, D.C. Tra i suoi film più noti ricordiamo Jona che visse nella balena (1993) vincitore a Castellinaria, L’amante perduto (1999) e Alla luce del sole (2005) anch’essi presentati a Castellinaria.

 

dichiarazione del regista

 

Quanti film sono stati realizzati sulla Shoah? Tanti. Qualcuno dice forse addirittura troppi. Io stesso ne ho realizzato uno. Ma pochissimi sono stati prodotti sul dopo, cioè affrontando la vita dopo la morte.

Anita B. si sforza di coprire questo dopo e lo fa con l’intenzione di colmare un vuoto dovuto a molte cause. Tra queste, in primo luogo il bisogno di dimenticare. Quando il trauma è troppo forte, ecco giungere in soccorso il placebo della rimozione. Anita è una ragazza tenera e sensibile. E’ appena adolescente quando esce da Auschwitz e ha conservato la voglia di lottare, nonostante l’esperienza dei campi. Va incontro al nuovo mondo e alle peripezie che la attendono carica di energia, ma anche di ingenuità.

Nel dopoguerra di allora, tutti vogliono vivere con frenesia. Per molti però vivere significa oblio: senza rendersi conto di seppellire se stessi insieme alla memoria. Ed è così che Anita si trova a poter parlare del suo passato solo con un bambino di un anno. Il piccolo Roby ascolta i suoi racconti, ma non può capirla. Tutti gli altri la invitano a “cambiare argomento”, oppure le dicono “è passato, dimentica”.

Anita desidera andare avanti senza rimorsi. E non vuole limitarsi a sopravvivere.

Il racconto di Edith Bruck, al quale il film è liberamente ispirato, descrive la quotidianità di Anita in un ambiente fortemente ostile, quasi fosse una colpa essere stata deportata. Non ho mai chiesto a Edith quanto ci sia di autobiografico in quelle pagine, ma ho voluto aggiungere B. ad Anita, in omaggio al suo cognome. Quando ho finito di leggere il libro durante un viaggio aereo dal Giappone dove ero stato a presentare un mio lavoro, ho avuto una crisi di pianto e ho dovuto nascondermi in bagno, sconvolto. Spesso mi chiedo come possiamo lamentarci delle nostre pene, quando ci sono persone che hanno davvero vissuto nell’inferno.

Proiezioni

17 Novembre, 18:15 Espocentro
18 Novembre, 08:30 Cinema Forum

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