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Dal Teatro al Cinema

Da sempre, fin dai suoi albori, il Cinema per generare i suoi prodotti – i film – ha attinto alle fonti più diverse: idee originali concepite proprio per farne dei film, ma anche testi preesistenti di linguaggi diversi, come romanzi e novelle (linguaggio letterario) o drammi, commedie, tragedie (linguaggio teatrale). Nel primo caso – un’idea originale – si fa un film e la cosa finisce lì. Nel secondo – un’opera preesistente – si parla di “trasposizione” da un linguaggio all’altro, e il film che ne nasce risulta “imparentato” con l’opera da cui ha tratto origine in quanto ne rispetta in gran parte le linee guida della narrazione, lo “spirito” che lo animava, ma non necessariamente il senso (il più delle volte sì, ma non sempre), dunque il film è un’opera simile ma non identica a quella da cui proviene, perché i suoi autori hanno usato codici linguistici – espressivi – totalmente diversi. Perché lo si fa?... Domanda sostanzialmente oziosa, cui si potrebbe rispondere in tutta semplicità con un “perché è bello farlo”, perché il lavoro di “trasposizione” non è una semplice “traduzione”, bensì una vera nuova creazione, una sfida intellettuale e artistica, un’avventura dello spirito. E anche perché così una bella idea può vivere due volte in maniera diversa. E magari sopravvivere all’oblio per molto più tempo.
Ma lo spettatore che acquista il biglietto che ne sa di questa avventura? Praticamente nulla: si limita a godere dello spettacolo, che è solo il risultato finale di un lungo e laborioso percorso. Se invece potesse essere protagonista di questa avventura, se potesse partecipare in prima persona a questo processo creativo sicuramente si troverebbe arricchito di nuova conoscenza e quindi di ulteriori elementi di godimento di quello spettacolo.
Ed è quello che è accaduto la scorsa estate, in giro per le piazze e le vie del Locarnese e sulle pendici boscose del Monte Verità, quando un gruppo di adolescenti, allievi della scuola di teatro del Teatro del Gatto di Ascona, sotto la guida di un gruppetto di giovani studenti della Scuola di Cinema dell’ECAL di Losanna, hanno reinterpretato in chiave cinematografica una pièce teatrale che loro stessi avevano contribuito a creare e poi avevano interpretato sul palcoscenico. Hanno dovuto “reinventarsi”, hanno dovuto rivivere in modo profondamente diverso i loro personaggi, hanno sperimentato i particolarissimi tempi e modi delle riprese cinematografiche, ci hanno messo giorni (e sere e notti) e poi si sono rivisti sullo schermo gigante in un tempo così sorprendentemente ridotto eppure così intenso e totalizzante. E i giovani dell’ECAL hanno sperimentato dal vivo la riscrittura di un testo, la sua reinvenzione, la sua realizzazione pratica, il rapporto diretto tra persone impegnate con lo stesso fine artistico e poi la meravigliosa fatica del montaggio finale.
Giovani protagonisti. Giovani che non potranno più assistere a una rap­pre­sen­tazione teatrale o vedere un film con gli stessi occhi. Giovani più ricchi.

 

IL TEATRO

HOMINES ET BESTIAE

di Laura Rullo

“Homines et Bestiae” nasce al Teatro del Gatto di Ascona all’interno del Progetto di Educazione Teatrale 2012 rivolto alle scuole elementari e medie e per il Festival delle Lingue Cantonale.
E’ uno spettacolo che coinvolge giovani da 11 a 15 anni in un lavoro plurilingue che affronta, in modo fantasioso, il tema dello sfruttamento delle risorse naturali e delle sue possibili conseguenze: con l’avvento dell’era industriale il comportamento dell’essere umano, nei confronti della natura, ha assunto forme e dimensioni che oggi suscitano allarme. Il racconto si svolge principalmente attraverso l’allegoria di animali-uomini costretti ad un esodo di massa per sfuggire all’incuria e allo sfruttamento della terra, alla ricerca di un luogo in cui sopravvivere.

 

IL CINEMA

IO MADRE TERRA

di Filippo Demarchi

In un mondo privo di animali e di piante, Nino, un ragazzino di 13 anni, lotta contro se stesso per non assumersi la responsabilità di essere il nipote di colui che ha provocato l’estinzione della natura. I suoi compagni lo prendono in giro e gli fanno pesare le sue origini familiari. Nino si tappa le orecchie, fino al giorno in cui incontra Madre Terra in persona. Questa gli offre la fantastica opportunità d'incontrare suo nonno. Nino inizia così un viaggio nel passato alla scoperta di piante, di animali, ma soprattutto della vera identità di suo nonno. Alla fine Nino, è costretto a compiere una scelta: continuare a lottare oppure…? Un viaggio d'iniziazione e di scoperta di sé tra realismo e fiaba.

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