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HEIDI – SON TORNATA PER TE

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Sezione

Fuori concorso

Regia

Luigi Comencini

Nazione

Svizzera

Anno

1952

Produzione

Peter Riethof, Lazar Wechsler

Credits

Sceneggiatura

Richard Schweizer, Johanna Spyri, William Michael Treichlinger, Max Weinberg

Fotografia

Emil Berna, Peter Frischknecht

Montaggio

Hermann Haller

Musica

Robert Blum

Interpreti

Elsbeth Sigmund, Heinrich Gretler, Thomas Klameth, Isa Günther, Willy Birgel, Theo Lingen, Elsie Attenhofer

Lingua

versione italiana

Sottotitoli

Durata

96'

Fascia d'età

6 anni
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Il film

Strappata alle sue montagne, dove vive con il nonno, e ai suoi pochi amici, Heidi viene portata in città per accudire Clara, una fanciulla malata. La casa è dominata con pugno di ferro dall'austera e insensibile governante Rottermeyer che vede male l'amicizia sincera che nasce tra le due bambine. Clara mostra segni di miglioramento, ma Heidi si intristisce lontana dalle sue montagne.

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Il regista

 

Lombardo, padre delle sorelle Comencini (Paola, Cristina e Francesca) e archiviata la laurea in architettura presso il Politecnico di Milano, dopo aver svolto l'attività di critico e giornalista, fonda con Alberto Lattuada e Mario Ferreri la Cineteca Italiana. Poi decide di dedicarsi alla regia esordendo con cortometraggi in 16 mm per il Cine-guf del capoluogo lombardo e con i documentari La Novelletta (1937), Bambini in città (1946) e L'ospedale del delitto (1950). Nel 1943, si affinerà anche come sceneggiatore per Ivo Perilli ne La Primadonna, ma il suo primo film a soggetto troverà la luce solo nel 1948, si tratta di Proibito rubare. Pellicola che lo mise subito in vista da critica e pubblico per il suo talento; seguiranno: Persiane chiuse (1951) e La tratta delle bianche (1952).

Trova poi un enorme successo con la pellicola Pane, amore e fantasia (1953). Il film vince l'Orso d'Argento al Festival di Berlino e lancerà ufficialmente la nascita di un nuovo genere cinematografico: la commedia all'italiana, che prosegue con Pane, amore e gelosia, La bella di Roma e Mariti in città.

Nel decennio successivo, continua a dare prove della sua bravura anche come regista drammatico in Tutti a casa (1960), La ragazza di Bube (1963) e Incompreso (1966). Negli anni ‘70 conquista del piccolo schermo. Sarà infatti consacrato a padre del cinema italiano del Novecento, firmando il telefilm che, più di ogni altro nella storia della televisione, ha riscosso unanime i plausi di critica e pubblico: "Le avventure di Pinocchio". La sua firma dietro la macchina da presa, lascia una traccia fortissima e vitale nell'immaginario e nello sviluppo dell'Italia post Sessantotto, stimolandola con il suo occhio pungente e sagace, a guardare al di là delle apparenze e delle facili bugie.

Membro della giuria del Festival di Venezia, nonché Leone d'Oro alla carriera nel 1987, negli anni Ottanta firma i suoi ultimi lungometraggi: Cercasi Gesù (1982), Un ragazzo di Calabria (1987) e Buon Natale... Buon Anno (1989). Poi è ancora televisione con Cuore e La Storia, mentre la sua ultima regia è tutta per il remake di Marcellino pane e vino (1955), intitolata semplicemente Marcellino (1991).

Proiezioni

13 Novembre, 16:30 Espocentro

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