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HEIMAT 3 – CRONACA DI UNA SVOLTA EPOCALE

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Sezione

Fuori concorso

Regia

Edgar Reitz

Nazione

Germania

Anno

2004

Produzione

Robert Busch per Edgar Reitz FilmproduktioN

Credits

Sceneggiatura

Edgar Reitz, Thomas Brussig

Fotografia

Thomas Mauch (episodi 1-4); Christian Reitz (episodi 5-6)

Montaggio

Susanne Hartmann

Musica

Nikos Mamangakis, Michael Riessler

Interpreti

Henry Arnold, Salome Kammer, Michael Kausch, Matthias Kniesbeck, Christian Leonard, Constance Wetzel, Nicola Schössler, Uwe Steimle, Tom Quaas, Larissa Iwlewa, Antje Brauner, Peter Schneider, Heiko Senst, Julia Prochnow, Karen Hempel, Peter Götz, Bertold Korner, Christel Schäfer, Patrick Mayer, Benjamin Krämer-Jenster, Rainer Guldener, Andreas Külzer, Jutta Altmeyer

Lingua

v.o. tedesco

Sottotitoli

st. italiano

Durata

11h10'

Fascia d'età

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Il film

FILM 1

Das glücklichste Volk der Welt
(Il popolo più felice del mondo) – 106'

9 novembre 1989

 

FILM 2

Die Weltmeister
(Campioni del mondo) – 100’
8 giugno 1990

 

FILM 3

Die Russen kommen

(Arrivano i Russi) – 124’

Settembre 1992

 

FILM 4

Allen geht's gut
(Stanno tutti bene) – 132’

Autunno 1995

 

FILM 5

Die Erben
(Seguimi) – 103’
1997

 

FILM 6

Abschied von Schabbach
(Congedo da Schabbach) – 105’
9 agosto 1999

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Chiunque venga davvero coinvolto nel raccontare storie non sarà mai in grado di smettere.
Nel 20° secolo i tedeschi sono stati travolti in un turbine in modo molto particolare. Hanno dovuto ripensare le loro vite da cima a fondo e viceversa. Nell’ultima decade del millennio la faccia del mondo è cambiata ancora una volta specialmente per quanto riguarda i tedeschi dell’Est. Con la caduta del Muro e gli eventi che si sono susseguiti, il concetto di Heimat è diventato nuovamente un tema di discussione. Le memorie di quelli che lo hanno attraversato hanno generato un nuovo flusso di storie. Storie che avevano l’impellente necessità di essere raccontate. Volevamo entrare in queste memorie collettive ancora una volta.
Heimat 3 non è solo la terza parte della trilogia di Heimat, ma un inventario narrativo del secolo nella sua decade conclusiva. Il suo fil rouge è quello delle fini e degli inizi.
Heimat 3 è un film tragicomico, racconta dello spirito di rinnovamento dei primi anni ’90, registrando quali sogni tedeschi abbiamo cominciato a sognare e come essi siano diventati sempre meno tedeschi e si siano invece persi nell’immensità della globalizzazione.
Ci sono voluti dieci anni per riuscire a raccogliere la vitale profusione delle prime settimane e mesi degli anni ’90 e farli proseguire nella narrazione sino ai giorni nostri. Possiamo vedere come l’esperienza rimanga divisa fino a oggi in due prospettive separate. Le memorie dei tedeschi dell’Ovest sono diverse da quelle dei tedeschi dell’Est, per quanto tanti incontri abbiano avuto luogo e ci sia stata una felicità condivisa nelle prime settimane.
Quando abbiamo cominciato il lavoro di estrazione dal pozzo delle storie di questo periodo ci siamo trovati a cadere in questa confusione di prospettive. La stessa cosa aveva due aspetti differenti. Ma cosa poteva esserci di più attraente di lanciare uno sguardo a queste scintillanti contraddizioni dal loro lato comico e sorridere di questa confusione tedesca? Thomas Brussig, il coautore della sceneggiatura, considerata la sua origine e la sua esperienza letteraria dell’Est è una garanzia per una lettura carica di umori e autentica dei tedeschi dell’Est, delle loro storie vissute, del loro modo di pensare e di parlare.
Per un breve periodo tra la caduta del Muro e la riunificazione tutte le regole sono andate in prescrizione. Si lavorava senza tassazione, si creavano amicizie al di là delle differenze culturali, senza barriere, estranei si incontravano e si abbracciavano, anime e portafogli erano aperti. Quelle persone che sentivano che la storia li aveva improvvisamente liberati dalla sua stretta mortale erano incredibilmente commosse. Non era solo all’Est che il sole sorgeva più brillante di prima. E non c’era mai stato un Capodanno così emozionante come quello del 1989. Sembrò assolutamente naturale che la Germania vincesse la Coppa del Mondo di calcio!
L’ideologia della fine del 20° secolo ci dice brutalmente che in tempi di recessione economica ognuno deve pensare a se stesso ed è diventato un mito del mercato che ciò che è giovane debba essere inevitabilmente meglio di ciò che è vecchio. Il discorso di Walter Momper al Bundestag del 10 novembre 1989 suona adesso decisamente lontano: “Noi tedeschi siamo il popolo più felice del mondo”.
Edgar Reitz

Proiezioni

21 Novembre, 18:00 Espocentro
22 Novembre, 18:00 Espocentro
23 Novembre, 18:00 Espocentro
24 Novembre, 18:00 Centro civico
25 Novembre, 18:00 Espocentro

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