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La mia classe

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Sezione

Concorso 16-20

Regia

Daniele Gaglianone

Nazione

Italia

Anno

2013

Produzione

Axelotil Film, Kimerafilm, Relief

Credits

Sceneggiatura

Gino Clemente, Daniele Gaglianone

Fotografia

Gherardo Gossi

Montaggio

Enrico Giovannone

Musica

Interpreti

Valerio Mastrandrea, la classe (Bassirou Ballde, Mamon Bhuiyan, Gregorio Cabral, Jessica Canahuire Laura, Metin Celik, Pedro Savio De Andrade, Ahmet Gohtas, Benabdallha Oufa, Shadi Ramadan, Easther Sam Shujan Shahjalal, Lyudmyla Temchenk, Moussa Toure, Issa Tunkara, Nazim Uddin, Mahbobeh Vatankhah, Remzi Yucel)

Lingua

v.o. italiano

Sottotitoli

Durata

92'

Fascia d'età

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Il film

Un attore impersona un maestro che dà lezioni a una classe di stranieri che mettono in scena se stessi. Sono extracomunitari che vogliono imparare l'italiano, per avere il permesso di soggiorno, per integrarsi, per vivere in Italia. Arrivano da diversi luoghi del mondo e ciascuno porta in classe il proprio universo. Ma durante le riprese accade un fatto per cui la realtà prende il sopravvento. Il regista dà lo "stop", ma l'intera troupe entra in campo: ora tutti diventano attori di un'unica vera storia, in un unico film di "vera finzione": La mia classe.

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Il regista

 

Nato nel 1966 ad Ancona, vive a Torino dall'età di sei anni. Dopo essersi diplomato in ragioneria e aver tentato di studiare informatica, decide di frequentare il corso di Storia e critica del cinema tenuto da Gianni Rondolino all'Università di Torino, laureandosi in Lettere Moderne nel 1991. Dal 1989 al 2000 gira alcuni cortometraggi di fiction e documentari ma collabora anche con l'Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza dove si occupa in riprese, montaggi, interviste e raccolta dei materiali video dell'epoca.

Nel 1998, è lo sceneggiatore e l'aiuto regista di Gianni Amelio in Così ridevano. Il lungometraggio di esordio alla regia è I nostri anni, ultimato nel 2000 e presentato l'anno successivo al Festival di Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs. Con stile scabro, flashback, fotografia in bianco e nero, Gaglianone racconta la vita di ex militanti della Resistenza italiana, fra fatica, dolore, commozione, fierezza italiana ormai persa. Il suo secondo film è Nemmeno il destino, presentato alla 61° Mostra del cinema di Venezia nelle Giornate degli autori. Il film ha ricevuto diversi premi (Premio Arca Cinema Giovani, Premio Lino Micchichè, il Tiger Award).

Nel 2008, dopo aver diretto Alle soglie della sera (2005), si mette a lavoro con un altro documentario Rata nece biti! (La guerra non ci sarà), presentato al 61° Festival di Locarno e vincitore al Premio Speciale della Giuria al 26° Torino Film Festival, ma anche del David di Donatello per il miglior documentario. Segue La classe dei gialli (2009), Pietro (2010, in concorso a Locarno) e Ruggine, tratto dall'omonimo romanzo di Stefano Massaron.

 

Dichiarazione del regista

“Quando Valerio Mastandrea mi ha detto guardandomi negli occhi: ‘Gaglia, nel film ci devi essere anche tu’, l’ho mandato a quel paese. Ma poi ho capito che aveva ragione, che non potevo dire ad un altro che cosa il regista del film doveva dire e fare, dovevo letteralmente metterci la faccia.  Fare questo film è stata un’esperienza unica: tutti i giorni ripetevo sul set che stavamo rischiando grosso ma per qualcosa che ne valeva la pena, perché il film o funzionava od era inguardabile. Non c’erano vie di mezzo. Mi ha accompagnato e dato coraggio la riflessione di un poeta e scrittore russo del Novecento, Daniil Charms: le uniche poesie che vale la pena scrivere sono quelle con dei versi che se si prendono e si tirano contro una finestra il vetro si deve rompere.”

Proiezioni

17 Novembre, 20:45 Espocentro
18 Novembre, 08:30 Cinema Forum

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